mercoledì, 13 Novembre, 2019

Se non ti piacciono i Tassisti perchè fanno i “Furbi”, allora mi sa che sei sulla strada giusta…

Comprare azioni Uber alla quotazione attuale conviene? Cosa ci dice il grafico delle azioni Uber? Come puoi oggi comprare azioni Uber?

Tutto questo e molto altro ancora dopo la sigla….

Ah, caspita, non siamo Montemagno, noi di edilbroker.it non abbiamo una sigla 🙁 . Non Ancora 👿

Ad ogni modo, avrai capito che in questa guida/vangelo ti parlo delle azioni Uber, ma non te ne parlo come fanno tutti (tipo quei siti noiosi che hanno articolisti pagati 1 centesimo che scrivono accozzaglie di contenuti senza capire una mazza di mercati azionari…ops…forse ho esagerato), ti garantisco che dopo aver letto questa pagina saprai esattamente se investire in azioni Uber conviene oppure se rischi, da qui a poco, di trovarti in mano le banconote del monopoli.

Partiamo dai numeri…

Uber nel 2018 dopo aver incassato 11 miliardi chiude in negativo di 2, e l’anno precedente ha perso altri 4 miliardi…ma ha anche dei difetti 😀

Scherzi a parte, l’informazione è di dominio pubblico: Uber è in costante perdita, praticamente da sempre.  Quindi, un’azienda che è in perdita come fa a quotarsi in borsa e vedere le sue azioni aumentare?

Fai molta attenzione, oggi non ci occupiamo di un’azienda qualsiasi, Uber potrebbe essere il nuovo Amazon (e chi ha investito in Amazon quando risultava in perdita…oggi sta comodamente seduto su una sdraio in una spiaggia caraibica, non so se rendo l’idea).

Del resto però…c’è sempre un però…Uber potrebbe essere solo una bolla.

Dall’analisi di oggi tireremo fuori una prospettiva che potrebbe fare la tua fortuna: attualmente le azioni Uber valgono una manciata di euro, questo significa che con un capitale davvero irrisorio potresti comprarne un bel po’ e magari tra qualche anno dovresti ringraziarmi.

Partiamo dal c’era una volta…

Corre l’anno 2008, Siamo a Parigi, la città dell’amore e della baguette…nevica e due giovani ragazzi, Travis Kalanick e Garrett Camp, cercano di fermare un taxi, ma senza successo: da lì, sceso come un fulmine dal cielo, nasce Uber.

Sì, lo so, sembra molto romanzata, ma questa è la storia ufficiale, che sia andata o meno così non importa, ciò che conta è quello che è successo circa 11 anni dopo: quotazione in borsa ed un valore di 75 miliardi di dollari.

Ora, Uber non ha mai marginato non perché il suo modello di business non avesse mercato, ma perché ha utilizzato tutti i miliardi che ha ottenuto (poi ti dirò da chi e capirai molte cose) per espandersi in più di 600 città, investire in ricerca e sviluppo, investire in intelligenza artificiale, investire in nuovi progetti che riguardano lo spostamento di persone, cose, animali ed in generale tutto ciò che per esigenza deve transitare da un punto A ad un punto B. Bene, l’obiettivo di Uber è quello di rendere il trasporto da un punto ad un altro quanto più semplice, sostenibile, sicuro, automatizzato, possibile.

IL marketing diabolico di Uber

Quando devi analizzare un’azienda fai sempre attenzione alle strategie di marketing che utilizza: a parità di investimenti, chi vince la battaglia del marketing si prende il mercato.

Uber si muove in un mercato dominato dalla lobby dei tassisti, che generalmente godono di favori politici (soprattutto in Italia), hanno a disposizione corsie preferenziali nelle città nonché spazi dedicati nelle stazioni e negli aeroporti. Vista in quest’ottica sembrerebbe davvero molto difficile, partendo da zero, dominare un mercato di questo tipo, che è effettivamente molto chiuso.

Ma gli ideatori di Uber non sono quello che propriamente definiremmo “bravi ragazzi” ed hanno ideato una strategia di conquista veramente diabolica

Il primo passo è quello di inviare un country manager nella città da conquistare. Il country manager si occupa di reclutare i primi tassisti Uber e quindi di “aprire” il mercato.

Dopo questo primo passo inizia la fase di attesa. In questa fase Uber inizia ad espandersi nella città, cominciando inevitabilmente a dare fastidio alla lobby dei tassisti.

FAI ATTENZIONE: abbiamo perciò la lobby dei tassisti che reagirà scioperando e bloccando letteralmente l’intera città. Ed è proprio questa la reazione che Uber stava aspettando.

Nei giorni di protesta le persone non potranno utilizzare i taxi, saranno amareggiate dallo sciopero e per spostarsi non avranno che un’alternativa valida: Uber.

A quel punto Uber fidelizza i nuovi clienti, affibbia l’etichetta dei cattivi ai tassisti e conquista il mercato anche grazie alla pubblicità che indirettamente gli fanno le testate giornalistiche che scrivono dello sciopero.

Hai capito quant’è diabolico il marketing di Uber?

Questa strategia gli permette di entrare silenziosamente in un mercato; romperne gli equilibri; scatenare la reazione dei competitor che determinerà un disservizio per i clienti; aumentare la popolarità grazie alla pubblicità che indirettamente gli faranno le testate giornalistiche che trattano la vicenda dello sciopero; conquistare e fidelizzare gli utenti che hanno subito i disagi dello sciopero; erigersi come l’eroe innovatore che combatte contro i tassisti e le leggi vigenti che impediscono il progresso tecnologico il miglioramento dei servizi di trasporto.

Visto, avevo ragione a definirli “diabolici”.

Appurata la sottile strategia di dominazione del mercato, dobbiamo sincerarci che Uber abbia, come direbbero gli americani, le gambe, ossia, che il suo business sia sostenibile nel lungo periodo. Per poter rispondere a questa domanda fondamentale dobbiamo analizzare alcuni fattori fondamentali:

  1. Business model dell’azienda
  2. Profitti/perdite
  3. Analisi dei competitor
  4. Chi sono i c-levels (ossia le figure di spicco dell’azienda)
  5. Sentiment dei dipendenti
  6. RoadMap prodotti/servizi (capire se l’azienda investe in ricerca e sviluppo; se ha progetti di inglobare altre aziende)
  7. Capire se il titolo è sovra o sottostimato

Di la verità, ti senti già come Gordon Gekko…forza, fai molta attenzione perché ogni singolo fattore che andiamo ad analizzare ci porterà sempre più vicini alla risposta alla nostra domanda: Conviene investire in azioni Uber?

BUSINESS MODEL UBER

Come ti ho detto inizialmente, Uber vuole diventare leader incontrastato del settore trasporti, quindi, se andiamo ad analizzare bene il suo modello di business ci accorgiamo che quello del trasporto passeggeri è solo l’inizio.

Avrai notato che Uber è entrato anche nel mercato delle consegne a domicilio, con il suo servizio Uber Eats, ma questo non gli basta. Uber è attivo anche nel settore del trasporto merci con Uber Freight, una innovativa piattaforma che mette in comunicazione le aziende che hanno bisogno di trasferire merce ed i camionisti. Hai presente la frase riferita ad Airbnb che recita: “la più grande catena di alberghi non possiede un albergo”…ecco ora prova ad immaginare la più grande azienda di trasporti su terra che…non possiede camion. Uber sarà l’Airbnb dei camionisti

Oltre al settore trasporto merci Uber offre soluzioni alle aziende che hanno l’esigenza sia di offrire un servizio di trasporto ai lori clienti sia di gestire in modo più smart le trasferte dei propri dipendenti.

Ma lo spostamento in città non avviene solo con l’utilizzo di auto…monopattini e bici elettriche sono molto utilizzate ed Uber ha deciso di prendersi anche questa fetta di mercato lanciando il marchio JUMP.

Quindi, ricapitolando: Uber è già entrato prepotentemente nel mercato dei trasporti via terra, ma cosa si fa con chi decide di viaggiare per aria? Be, ovviamente si crea il servizio ber Copter, che permette di spostarsi in elicottero a partire da 200 dollari.

PROFITTI E PERDITE UBER

Abbiamo già affrontato la questione all’inizio di questa guida, come già hai compreso Uber non fa ancora utili, nonostante il suo fatturato sia già molto interessante, gli investimenti in ricerca e sviluppo e nella conquista di nuovi mercati non da spazio a profitti. La cosa ricorda molto Amazon, che prima di dominare il mercato e generare utili da capogiro è stata in perdita per anni.

ANALISI DEI COMPETITOR DI UBER

Qui le cose di fanno complesse: Uber opera nel settore dei trasporti, ma non si limita, come ti ho spiegato, al solo trasporto di persone, quindi, i suoi competitor sono tutte le aziende, grandi o medie, che si occupano di trasportare persone, cose, animali.

Se però volgiamo davvero cercare un competitor, allora potremmo dire che i tassisti sono i primi “nemici” di Uber, successivamente abbiamo il gigante Amazon, che ha interessi sia nel settore trasporto merci sia nel settore food (ha investito più di 500 milioni di dollari in Deliveroo).

C’è da dire però che Uber ha dalla sua parte finanziatori molto importanti ed influenti di cui ti parlerò tra poco.

C-LEVELS DI UBER

Per capire se un’azienda è capace di raggiungere i risultati che si prefigge bisogna capire chi c’è al timone, in sostanza, bisogna analizzare le competenze delle persone che hanno un ruolo dominante all’interno dell’organigramma aziendale.

Tralasciando i due fondatori, Travis Kalanich e Garrett Camp, che per il solo fatto che hanno fondato Uber sono dei geni, c’è un’altra persona che ha contributo in modo significativo al rilancio dell’immagine aziendale (in precedenza Uber, a causa del temperamento di Travis Kalanich, che inizialmente ha ricoperto il ruolo di CEO, era vista come l’azienda spietata che voleva prendersi tutto senza andare troppo per il sottile): Dara Khosrowshahi.

Si, lo so, non riesci minimamente a pronunciare il cognome, ma di certo ti suonerà familiare “Expedia”…ecco, Khosrowshahi è stato per anni CEO di Expedia ed ha contribuito in modo significativo alla sua crescita ed ora si dedica anima e corpo alla crescita di Uber e, ad essere sinceri, ha già raggiunto un traguardo molto importante: la quotazione a Wall Street, che ha permesso ad Uber di raccogliere ben 8,1 miliardi

SENTIMENT DEI DIPENDENTI UBER

Nel giorno della quotazione ci sono stati, sia negli Stati Uniti sia in Europa, scioperi degli autisti Uber, che chiedevano compensi maggiori. Le proteste però non sono state eclatanti e di fatto il servizio ha continuato ad essere attivo senza alcun disagio.

La questione degli autisti Uber è abbastanza delicata: non sono ne dipendenti ne autonomi, ma Uber, anche grazie alle strategia del nuovo CEO, sta attuando politiche migliori nei confronti dei collaboratori, che, precisa l’azienda, non saranno mai e poi mai dipendenti.

E se domani Uber “licenziasse” tutti?

Gli investimenti di Uber in automazione sono molto consistenti ed il futuro dei trasporti non prevederà che vi sia un conducente, quindi, tra gli obiettivi di medio termine di Uber c’è certamente quello di ridurre il più possibile gli autisti in favore di auto a guida autonoma.

ROAD/MAP PRODOTTI/SERVIZI UBER

La road/map ci permette di capire se un’azienda investe in ricerca e sviluppo e se ha piani di acquisizione. Se ci pensi, sia la ricerca sia l’acquisizione sono modi per progredire e distanziarsi dalla concorrenza, quindi, risultano essere fattori molto importanti per determinare il futuro di Uber.

Per quanto riguarda il settore ricerca e sviluppo, be, possiamo stare certi che Uber non ci deluderà: in pratica tutti i miliardi che incassa li investe in questo.

Se guardiamo alle acquisizioni ci rendiamo conto di come Uber voglia a tutti i costi diventare il più grande player mondiale dei servizi di trasporto a chiamata e per farlo ha voluto raggiungere un mercato, quello del medio oriente, che conta circa 400 milioni di abitanti abituati alla tecnologia (Dubai è una delle metropoli più tecnologiche al mondo).

Con l’acquisizione di Careem (leader dei trasporti in medio oriente), che ha richiesto un investimento di 3,1 miliardi di dollari: con questa acquisizione Uber ha di fatto la possibilità di diventare l’azienda più grande al mondo nel settore trasporto passeggeri.

TITOLO UBER: CONVIENE COMPRARLO ORA?

Siamo giunti alla fatidica domanda, finalmente saprai se acquistare azioni Uber è la scelta giusta…ma credo che tu sia già giunto alla giusta conclusione. Uber è certamente una delle aziende che potrebbe ridefinire il futuro dei trasporti, ha le capacità tecnologiche ed i capitali per farlo e sembrerebbe essere molto apprezzata da investitori con portafogli davvero enormi.

Prima di concludere e mandarti nel posto giusto per poter acquistare le tue azioni Uber, voglio aprire una piccola parentesi per farti conoscere chi ha investito attualmente in Uber.

Chi ha messo soldi in Uber?!

Uno dei più grandi azionisti di Uber, con una quota del 16,3% di azioni (pari a circa 222 milioni di azioni, per un valore totale di 10 miliardi di dollari) è SoftBank, terza azienda più grande del Giappone e 39esima azienda più grande al mondo.

Benchmark, azienda di venture capital che ha finanziato anche Dropbox, Twitter, Snapchat ed Instagram, ha una quota dell’11%, per un valore di circa 7 miliardi.

Public Investment Fund, fondo sovrano saudita, ha un pacchetto azionario di ben 3,4 miliardi.

Alphabet, la Holding che controlla Google, ha azioni Uber per un valore di 3,3 miliardi.

Queste sono solo alcune delle società che possiedono azioni Uber, ma ci sono anche investitori privati:

Jeff Bezos, fondatore del colosso Amazon;

Rupert Murdoch, che non ha bisogno di presentazioni spero;

Jay-Z, primo rapper miliardario al mondo;

In sintesi, in Uber hanno investito la gran parte dei colossi aziendali e gran parte degli uomini più ricchi al mondo…la domanda è tu sei meno furbo di loro?

Comprare azioni Uber conviene ancora o sei in ritardo?

Siamo seri, se tu avessi investito in Uber prima della quotazione in borsa oggi saresti certamente più contento, ma pensare al passato non ha molto senso, meglio giocarsi bene le carte del presente per costruire un futuro di abbondanza.

Le azioni Uber attualmente valgono circa 43 dollari, quindi sono ancora acquistabili da chi non possiede grossi capitali…ma è probabile che questa possibilità duri ancora poco: devi pensare che appena Uber avrà il primo bilancio positivo, cosa alquanto probabile, il valore delle azioni potrebbe in poco tempo arrivare a cifre molto alte che inevitabilmente metterebbero alle strette chi possiede un capitale modesto.

azioni uber

Questo è il momento buono per comprare azioni Uber, ovviamente, non ti consiglio di investire tutto il tuo capitale in un’unica società, devi avere un portafoglio azionario diversificato, se non sai come fare leggi la mia guida: Comprare Azioni

Dove comprare azoni Uber?

Non mi voglio dilungare molto su questa questione, ti dico solo che non ti conviene acquistarle in banca in quanto pagheresti commissioni troppo alte che rischierebbero di mangiarti il profitto. Vai su www.24option.com, iscriviti, scarica la guida al trading gratuita (fallo perché è davvero una guida utile, soprattutto per chi comincia a muovere i primi passi nel mondo del trading) e poi puoi fare tue le azioni Uber…ma ATTENZIONE non ragionarci troppo, potrebbero salire dal un giorno all’altro e potresti un domani seriamente pentirti di non aver investito quando era il momento di farlo.

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