Growth & Value: due titani, un solo vincitore. Vuoi essere tu?

Uno dei grandi tranelli del senso comune è quello di equiparare il significato di crescita e valore, in inglese growth e value.

Se non presti particolare attenzione questa differenza può portare ad esiti abbastanza negativi per il tuo portafogli, motivo per cui voglio dedicare questo approfondimento alle azioni e titoli growth.

Ma prima le presentazioni. Ciao, sono Alfredo, trader professionista e proprietario del sito Edilbroker.it.

Opero professionalmente sui mercati finanziari da oltre 15 anni e da quando sono riuscito ad ottenere la mia libertà finanziaria ho deciso di dedicare parte del mio tempo libero ad una delle passioni che avevo fin da piccolo: la scrittura.

Questo che c’entra con le azioni/titoli growth?”

Direttamente nulla: prima di iniziare a spiegarti quello che so, infatti, ritengo sia giusto conoscerci meglio e farti sapere che tutto quello che leggerai nel mio sito è frutto della mia esperienza.

Ma torniamo all’argomento principale, no?

Probabilmente parti da zero e ti è capitato di sentir nominare di sfuggita le azioni e i titoli growth, specie dai blog americani, molto attenti a questa tematica, giusto?

Di che si tratta e come puoi sfruttarli al massimo facendo trading dall’Italia? Ecco, queste sono le domande giuste.

Azioni/titoli growth: l’influenza del grow big, grow fast

Le azioni/titoli growth sono per lo più figli della rivouzione tecnologica degli anni 80/90. Ma cosa li caratterizza e perché?

Per capire cosa caratterizza un titolo/azione growth è necessario fare un piccolo salto indietro nel tempo, nell’America degli anni ’90.

Esatto, durante gli anni del boom tecnologico, quando nacquero alcuni dei colossi mondiali della tecnologia come:

  • Google (Settembre 1998);
  • Nvidia (Aprile 1993);
  • Amazon (Luglio 1994);
  • Yahoo (Gennaio 1994);
  • eBay (Settembre 1995);
  • Netflix (Agosto 1997);
  • PayPal (Dicembre 1998);

Tra questi rientrano anche società che sono nate prima degli anni ’90, come ad esempio:

  • Apple (Aprile 1976);
  • Microsoft (Aprile 1975);
  • Asus (Aprile 1979);
  • Acer (Agosto 1976);
  • Adobe (Dicembre 1982);

Ci siamo capiti, no?

Ma perché tutti titoli tecnologici e perché tutti nati più o meno nello stesso decennio/ventennio?

Pensaci: qual è la principale caratteristica di una rivoluzione? Una volta che questa esplode, non si torna più indietro e le innovazioni che si sono imposte diventano necessarie.

Quindi, una volta che si sono iniziati a produrre i primi computer e i servizi digitali e telematici si sono iniziati ad imporre, il mercato capì fin da subito che si era toccato il punto di non ritorno.

E da qui è nato il mito della Silicon Valley: queste società tecnologiche, praticamente neonate e ancora incapaci di imporsi sul mercato al pari di altri giganti, dovettero fronteggiare fin dal principio una sfida enorme.

ERA NATO UN MERCATO: o si cresceva ad un ritmo tale da conquistarlo velocemente e rispondere ad una domanda iniziale elevata oppure si moriva.

Capisci, dunque, perché in quegli anni il principio di base era grow big, grow fast? E capisci perché si chiamano azioni/titoli growth?

Ma veniamo alle caratteristiche.

Caratteristiche delle azioni/titoli growth: Double Cheesburger vs Filet-o-Fish

Le caratteristiche delle azioni/titoli growth possono sembrare paradossali ma sono la chiave del loro successo. Ecco perché fanno gola ai trader.

La questione è semplice: sai perché il Double Cheesburger ha salvato McDonald nel 2006 mentre il Filet-o-Fish ha affossato i bilanci del gruppo per mesi e mesi?

Numero 1: se vai da McDonald e pensi alla dieta sei solo un povero idiota.

Numero 2: più una cosa è grassa, goduriosa e una bomba per il tuo povero stomaco, più vende.

Ora, può sembrare paradossale, ma il meccanismo con le azioni/titoli growth è pressoché lo stesso.

Si tratta di titoli che non puntano a risultati equilibrati, ma ad essere golosi, ricchi di opportunità e che riescano a garantire emozioni forti agli investitori (e ai loro portafogli).

Vuoi un esempio?

Bene, dai un’occhiata a questa tabella:

AzioniFatturato 2020Utili netti 2020Capitalizzazione 2020
Amazon386 miliardi di $21.3 miliardi di $1.628 triliardi di $
JP Morgan102.06 miliardi di $28.99 miliardi di $391.68 miliardi di $
Coca Cola33.03 miliardi di $7.77 miliardi di $235.54 miliardi di $

Come puoi vedere, Amazon ha una capitalizzazione di mercato pari a circa 4,15 volte quella di JP Morgan Chase e circa 6,91 volte quella di Coca Cola, sebbene i risultati finanziari non siano così troppo distanti:

  • Il fatturato di Amazon nel 2020 è stato 3,78 volte maggiore di quello di JP Morgan e 11,69 volte maggiore di Coca Cola;
  • Gli utili netti di Amazon nel 2020 sono pari al 73% di quelli di JP Morgan e 2,74 volte quelli di Coca Cola;

Ma Alfredo, questo cosa significa?

DUE COSE:

  1. I tassi di crescita di Amazon sono sotto steroidi;
  2. Il valore di Amazon (e dunque delle sue azioni) non è supportato da pari risultati finanziari;

Si tratta di una parte delle analisi che ti ho già spiegato nel mio approfondimento su comprare azioni Amazon, ecco perché ti consiglio di leggertelo attentamente.

Infatti, non voglio dire che non convenga investire in azioni Amazon (al contrario) ma che questo asset è un esempio calzante di azioni/titoli growth.

La psicologia dei titoli growth: interesse & finanziamento

Un titolo growth è tale in quanto deve necessariamente risultare interessante per attrarre finanziamenti e continuare a crescere. Ma cosa succede se smette di crescere?

Ora, la psicologia sottostante le azioni e i titoli growth è molto semplice: questi non possono fare altro che continuare a crescere.

Si tratta di una competizione vera e propria e chi cresce di più ovviamente vince, ecco perché spesso non ha senso considerare Microsoft e Asus o Acer come dei competitors.

La gara dei titoli growth infatti, si regge su un’alleanza complessiva di mercato.

Negli anni ’80 e ’90 hanno cercato di farsi le scarpe a vicenda anche perché non si erano ancora definiti bene i ruoli e i player di mercato erano troppi.

Ma dopo la bolla delle Dot com nel 2001 e dopo che il 52% delle società fallirono in seguito all’esplosione del mercato, attualmente il meccanismo predominante è quello della collaborazione, specie tra le società della Silicon Valley.

Un esempio di questa collaborazione?

Acer e Asus vendono dispositivi che hanno installato sopra il sistema operativo Microsoft. Così come i computer Mac ospitano schede video integrate Intel o Nvidia.

La battaglia che tutte queste società si impegnano a combattere insieme è quella per l’interesse e il finanziamento: tutte loro puntano ad essere interessanti per gli investitori e, di conseguenza, ad ottenere quanti più finanziamenti possibili per continuare a crescere.

Un meccanismo tanto efficace che anche un puro sostenitore del value investing come Warren Buffett si è dovuto adattare alla loro logica e investire prima in Apple e poi in Amazon.

Questo non significa che queste società non hanno valore, non fraintendermi, ma che a differenza delle azioni Coca Cola, di cui ti ho parlato in un altro approfondimento, il loro valore non è nei risultati presenti quanto nelle potenzialità dei risultati futuri.

Per intenderci, stando al bilancio economico del business model Amazon, una capitalizzazione di mercato superiore ai 1500 miliardi di dollari sarebbe giustificata solo se la società di fatto controllasse il monopolio MONDIALE dell’e-commerce.

Ma non è così: Amazon non lo fa in pratica ma lo fa in potenza!

Le quotazioni delle azioni/titoli growth: un banchetto che non vuoi perderti

Il valore delle azioni/titoli growth, dunque, è in gran parte frutto di una stima e una previsione e non di risultati concreti. Ed ecco perchè le quotazioni continuano a crescere nel tempo.

Se A oggi vale 1 e viene quotata 2 in quanto potrebbe portare a un risultato di 3 nei prossimi due anni, non appena lancia un prodotto nuovo, pur valendo ancora 1 (non si sanno immediatamente i risultati delle vendite del prodotto), deve venir quotata almeno 2,5 in quanto le potenzialità future sono maggiori.

Il prodotto è un flop?

Da una quotazione di 2,5 passa a una di 1,75 in quanto vengono messe in conto le spese del nuovo prodotto.

Capisci, dunque, perché Buffett, il quale ha basato tutti i suoi 60 anni di carriera sulla valutazione del fair value dei titoli, ha atteso il 2019 per investire in azioni Amazon?

Bene, ma c’è una cosa ulteriore che dovresti valutare: nè io nè te siamo Warren Buffett!

Lascia che te lo dica chiaro e tondo: il fair value è noioso. Porta a profitti elevati, sì, ma ci vogliono decenni.

Con i titoli growth, invece, si aprono le porte per le speculazioni rapide e ghiotte. Quelle che piacciono a me e a chiunque punta a investire online (in altre parole a fare trading online).

Prendi come esempio questa immagine:

Vedi la differenza? JP Morgan ha chiuso il 2020 con utili netti superiori a quelli di Amazon, ma quando c’è stato il crash di Marzo, le azioni AMZN ci hanno messo 3 mesi a passare ad un +98%. Le azioni JPM, invece? Stavano ancora a -26% circa.

Ed ecco perché le azioni e i titoli growth sono asset che non vuoi far mancare al tuo portafogli: le possibilità di speculare sulle variazioni delle quotazioni anche nel medio periodo sono talmente ghiotte che sarebbe veramente un crimine non approfittarne.

Ma… non sai come fare?

Ebbene, prima di passare ad elencarti i principali titoli growth, lascia che ti dia subito una dritta: l’offerta che ti permetterà di risparmiarti una gavetta di almeno due anni ti è regalata al momento da OBRinvest.

Quindi, se non vuoi perdere tempo, ti lascio qui il link alla promo IN SCADENZA: www.obrinvest.com/promo-corso-azioni. Sveglia: la promo non resterà attiva per sempre e, fidati, non vuoi perdertela ora che è gratis.

Le 10 migliori azioni/titoli growth: quelle che non vuoi perderti

I migliori titoli growth sono quelli che mostano P/E ratio ideali per questo modello finanziario. Ecco quali sono i 10 migliori.

Quindi, adesso che abbiamo chiuso con la parte teorica, perché non passare direttamente a quella interessante?

A seguire ti voglio elencare i 10 migliori titoli/azioni growth su cui io sto lavorando al momento. Non si tratta di una classifica definitiva, quindi, ma pratica: se ti do questi titoli, so per certo che hanno le potenzialità di reggere da soli un portafogli e, di conseguenza, ti potrebbero aiutare nel tuo obiettivo di essere, finalmente, finanziariamente libero.

A fianco di ciascuno ti ho segnato anche:

  • Il P/E ratio, ovvero il rapporto tra prezzo e rendimento. Un titolo growth deve presentare un P/E alto senza essere, per questo, considerato sopravvalutato;
  • Beta, ovvero il coefficiente di comparazione delle prestazioni dell’asset in rapporto a quelle complessive del mercato, per farti fare un’idea sul tipo di potenzialità di cui sto parlando;
Azioni/Titoli growthP/E ratioBeta
Azioni Canadian Natural Resources (CNQ)22.211.5742
Azioni Capital One Financial (COF)10.721.5134
Azioni Discover Financial Services (DFS)14.151.7744
Azioni Eaton (ETN)43.691.1777
Azioni EOG Resources (EOG)760.921.3654
Azioni Linde (LIN)53.841.0118
Azioni Nucor (NUE)17.221.1469
Azioni Starbucks (SBUX)142.861.0466
Azioni Vale (VALE)44.351.3018
Azioni Square (SQ)361.361.7129

Ti aspettavi un elenco con i soliti nomi? Amzon, Apple e compagnia simile?

Mi dispiace, ma ho preferito fornirti un elenco di REALI OPPORTUNITÀ. Non titoli che puntano ad un +40% per la fine dell’anno, ma ad azioni che possono raddoppiare questo risultato e che, soprattutto, possono risultare interessanti per speculare TUTTO L’ANNO.

Eh, ma Alfredo. Come faccio ad analizzarli bene? Per le azioni Amazon mi basta leggere la tua guida, ma con queste?”

Per sfruttare al massimo queste azioni/titoli growth ti servirà un altro piccolo trucchetto. Più precisamente, quello che ti spiegherò nel prossimo paragrafo.

Investire in azioni/titoli growth partendo da zero? Non serve un miracolo… solo tempismo

Per investire in azioni/titoli growth ti servono strumenti e conoscenze apposite. Ecco come ottenerli gratis fin da subito.

Ora, non voglio passare le prossime 72 ore a scrivere questo approfondimento, con il rischio che si trasformi praticamente in un libro.

Ti ho detto che non sono uno scrittore ma un trader?

Ecco perché non ti spiegherò per filo e per segno i dettagli su come analizzare e come investire in azioni/titoli growth ma… piuttosto ti spiegherò come puoi fare a ottenerli gratuitamente ora e risparmiarti la lunga gavetta che io, quasi 18 anni fa, purtroppo dovetti fare.

Vedi, 18 anni fa non esistevano queste opportunità nè tantomeno queste offerte.

La questione è semplice: come ti ho spiegato, le piattaforme di trading oggi sono molto più numerose e molto più professionali. Le migliori si prendono davvero cura dei propri clienti.

E in particolare ce n’è una che sta facendo faville in Italia, specie da quando ha deciso di inaugurare i propri servizi in lingua.

Per favorire il lancio presso il proprio pubblico italiano, infatti, OBRinvest ha deciso di mettere in campo una delle migliori offerte in cui mi sia mai imbattuto: TUTTO il suo pacchetto formativo GRATUITO PER SEMPRE.

Roba da pazzi, eh?

Ovviamente c’è un trucco: la promozione non durerà per sempre. Serve a promuovere il brand del broker e quindi è accessibile solo a chi si registrerà in tempo.

Se riesci a farla tua i vantaggi che otterrai sono incalcolabili in termini di tempo e di opportunità. Per fartela breve, ho stimato che il pacchetto formativo di OBRinvest ti permetterà di risparmiare almeno due anni e mezzo di sofferenza su conti demo e libri per investire in Borsa.

Ecco perché ti consiglio accoratamente di provare a ottenere questa promo prima che sia troppo tardi. Ti lascio qui il link: www.obrinvest.com/promo-corso-azioni.

Cerca di ottenerla in tutti i modi e capisci quanto prima come operare su quei 10 titoli growth: i numeri parlano chiaro.

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